Biografia di un artista

Bonetto Remo è nato a Pinerolo il 2 agosto 1952. Vive e lavora nel suo paese natale in via Priolo 27, nella sua casa-studio, immersa nel verde della collina pinerolese è sempre contemporaneamente in contatto con la natura, con le sue forme e i suoi colori armonici e con la città, serbatoio del consumo, della manipolazione, della contaminazione. La passione per l'arte inizia quasi per hobby all'inizio degli anni '90 quando incomincia a realizzare sculture di personaggi e animali con zucche e altri vegetali coltivati personalmente nel suo giardino.

Da questa spontaneità, che dimostra un talento innato, Bonetto continua a creare nel corso degli anni con ispirazioni che vanno dai classici del rinascimento in presa ironica e dissacratoria (Arcimboldo anche nella tecnica e Leonardo nei soggetti) sino alla contamporaneità (il Picasso cubista, Lichtenstein, Rotella e lo scratch). Remo possiede una galleria infinita di opere ecologiche, trash, di piccoli bozzetti, di manufatti di design e una quadreria ricca di opere preziose.

All'inizio del nuovo millennio avviene un cambiamento orientato verso l'arte trash, il motto dell'artista è: TRASH quando la spazzatura diventa ARTE. Il suo laboratorio diventa un magazzino di raccolta differenziata, immondizia eccessiva, dovuta al troppo consumismo. Raccoglie , anche nelle eco-isole, tappi di ferro, bottiglie di plastica, CD, borse di nylon, imballaggi, cartone, lattine, cartelloni pubblicitari, lampadine,ecc. Le sue opere realizzate assemblando materiali riciclati, diventano sempre più grandi, per stupire chi le osserva. E' il momento dei personaggi realizzati con una struttura in ferro, rivestiti con carte da gioco, mele, mais, oppure monete, adattati per ogni manifestazione o evento a tema. Come diceva Madre Teresa: ogni cosa donata non va mai perduta. Tutto serve, anche le cose inutili, a volte, assemblate, ritagliate con fantasia, cucite , stracciate o rotte, diventano particolari unici. Un creativo non si sente mai una persona di successo. Perché si crea di più quando si è uno qualunque.