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Le opere ecologiche di Remo Bonetto sono la rappresentazione di diversi mondi in miniatura, mondi naturali, campestri, fatti della stessa materia di cui narrano.

Il catalogo degli animali fantastici di Borges potrebbe includere alcuni dei meravigliosi pennuti che Remo fa nascere dall'incontro tra zucche, piume, penne e menbrane vegetali delicatissime anche se comuni. Il materiale naturale conserva, nella composizione plastica, la sua specificità e allo stesso tempo si fonde, con un effetto ottico come in Arcimboldi,in una figuratività immediata, stilizzata.

Il mondo dei mestieri, della tradizione contadina è con quegli strumenti e di quei materiali. La corda, il panno liso, il mais, i gusci delle conchiglie, la paglia, le zucche, elementi primari per una descrizione attenta sia alla precisione dei costumi, alla veridicità dei personaggi, sia alla fragilità di quelle comunità contadine, dei loro ritmi, dei loro legami, di fronte al mondo contemporaneo.

I quadri poi sono lo specchio della maestria compositiva di Remo, della vivacità e della freschezza della sua visione artistica. La qudreria ecologica è un turbine di stili che assorba spunti beffardi dal rinascimento, dal surrealismo e dall'avanguardia pop.