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Il trash, la spazzatura è il segno contemporaneo del passaggio dell'uomo. Ogni individuo, nella cultura dell'usa e getta, lascia dietro di se una cifra incolmabile di bottiglie di plastica, carta, cartone, nylon, materiale informatico, tappi di alluminio, spugna. La civiltà moderna impone l'uso comune di tutti questi materiali, che, nel migliore dei casi vengono assemblati solo nel trattamento differenziato delle immondizie.

Remo Bonetto scopre il potere simbolico e immaginifico di queste materie e le traduce, paradossalmente, nella rappresentazione del sacro, come nel suo presepe trash, o nella composizione di oggetti di arredamento che presizosi, che sono solo lontanamente parenti del materiale da campeggio che nasce dal riciclaggio della plastica, infine li usa come ghirlande multicolori, festose, che si riempiono di colore nella luce del giorno o di riflessi psichedelici con i fari della notte.